Mulholland d(e)rive
STUPRO
La lince, tesa attenta al compimento del suo sogno, si arrovella nell’assalto a quel corpino tutto magro e scaponito che violenta senza sosta. Sono anni che ne abusa nell’identica maniera. Un minuto ed è l’abbraccio, poco dopo viene il bacio che ne morsica la pelle e la resta smemorata. Tre minuti e già la spoglia, masticandone i due cenci; quando è nuda la vernicia di colori sfavillanti, miele caldo e zafferano, scure more e pescio in mano se lo liscia da maestro. Lei farnetica indigesta, non sopporta la retorica nomastica, il gran coito surreale, l’emorroide che l’assale nel sussulto del piacere. Lui ne ignora le parole e ne mastica le ossa, soffia in guancia un bel tumore, la tortura col velluto violablù e nel mezzo del rapporto chiave in chiave e non c’è più.
NOTA SULLE AUTOMOBILI
Le macchine, rampando sulle ruote, divertono falene a stoffa e velcro.
SULLA TRAMA
Sono uno straccio
Teso da un laccio
Mi sciolgo in fretta
Non mi do retta
GELOSIE
Ho una -sai- una paura senza sosta che (preciso il vagheggiare per tormenti e sacramenti) tormenta il mio messale. Calvalca cowboy, che l’onda è già naufragio, malaffare di ricchetti. E mia moglie sì belletta nel bel letto col taurino? Pink flamingos sui gioielli di famiglia, quelli belli di bottiglia.
ACCENNO SUL MOTORE
pistoni a 4 pistoni a 8 velocità silenziosa toni pesti piano persi i contorni parto cesato di già nota storia
LAMENTE CRITICA
Che cosa per cosa poi volere? Il magico tormento dell’inganno da film? L’aprés pour cul? Bada lincio, tu lamenti una prosa assai venosa, non c’è rosso ossigenato, è un piattume riciclato da bocconi belli assai.
DALTONISMO GRAVE
bionda/mora attenta di chi sei uh?
CLUB SILENZIO
Shhh. C’incontriamo per tacere.
SPIEGAZIONE
Dice liccio che c’è un sogno. C’è bisogno di dir ciò? Sogno vago appaga meglio che saperne lo smeriglio che testarne i contrappesi formalmente non dipesi ma tramuti da coglioni. Come chi non coglie un senso, che s’appara con l’incenso sparso a terra per l’ingegno vano a fiotti su di noi.
ERASERHEAD
La prima parola è quella che conta.
articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale n.13, pag.10, marzo 2009
