Incessante abitare notturno

23 Ott

René Magritte - Il sedici settembre

Era sceso, di soprassalto, avvertito da un dolore ai reni [di solito non credeva al suo corpo]. Dabasso era buio e accese la luce. La luce, svegliata d’improvviso, controllò che fosse tutto a posto, poi lo spense e tornò a dormire.

Bianchi angoli di case, di ricordo controvoglia. Bianchi spigoli di neve tra una porta e la sua soglia. Cosa porti nel cestino? Del cemento peperino.

Della casa ho ben memoria, era prona sui suoi lati, ben basata sulla roccia, con la doccia e l’acqua calda, bellettata di coriandoli e di gessi fioriture.

Una casa nella notte alimenta la paura, meglio il suolo manto erboso, meglio perdersi nell’estro: fianco destro al dormiveglia e sinistro alla spiacevole pregnanza della mente che rimastica diurna la mattanza, infarcendola di tanti beneamati salamini.

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